La fotografia artistica, spesso indicata con l’espressione inglese fine art photography, considera la fotografia non soltanto come strumento per rappresentare la realtà, documentare un avvenimento o soddisfare una necessità commerciale, ma come vero e proprio mezzo di espressione artistica.
Il fotografo parte dalla propria visione e utilizza la fotografia per trasformarla in immagini. Il soggetto può appartenere praticamente a qualsiasi genere: un paesaggio, una persona, un edificio, un oggetto o una scena quotidiana possono diventare materia di una ricerca artistica. A definire la fotografia fine art non è quindi ciò che viene fotografato, ma l’intenzione dell’autore e il modo personale con cui il soggetto viene interpretato.
Non esiste per questo motivo uno stile visivo unico riconducibile alla fotografia artistica. Alcune opere possono essere estremamente realistiche, altre minimaliste, astratte, costruite o profondamente elaborate in post-produzione. Ciò che le accomuna è la volontà di produrre immagini che possiedano un valore autonomo come opere fotografiche.
Applicazioni e significato
La fotografia fine art trova il proprio spazio soprattutto negli ambiti dedicati alla produzione, alla diffusione e alla collezione dell’arte:
- Mostre fotografiche personali e collettive;
- Gallerie d’arte;
- Musei e istituzioni culturali;
- Festival e manifestazioni fotografiche;
- Libri fotografici e pubblicazioni d’autore;
- Collezioni pubbliche e private;
- Vendita di stampe fotografiche;
- Progetti di ricerca artistica personale.
Una fotografia fine art può naturalmente essere pubblicata anche su una rivista, un sito web o un libro, ma la sua origine non dipende necessariamente da una commissione editoriale o commerciale. L’immagine nasce generalmente dalla ricerca dell’autore e può successivamente trovare differenti forme di pubblicazione ed esposizione.
Approccio
L’approccio alla fotografia artistica è fortemente personale e può cambiare radicalmente da un autore all’altro. Alcuni fotografi progettano accuratamente ogni immagine prima dello scatto, mentre altri costruiscono il proprio lavoro attraverso l’osservazione e sviluppano progressivamente un linguaggio coerente.
Il processo può comprendere:
- Definizione di un tema o di una ricerca personale;
- Individuazione di un linguaggio visivo coerente;
- Studio di soggetti, ambienti e possibili interpretazioni;
- Sperimentazione con composizione, luce e colore;
- Realizzazione di serie fotografiche anziché di singole immagini isolate;
- Selezione particolarmente rigorosa delle fotografie;
- Studio della stampa e delle modalità di presentazione dell’opera.
La coerenza assume spesso un ruolo fondamentale. Un progetto fine art può svilupparsi per mesi o anni e comprendere fotografie differenti unite da una stessa ricerca estetica, narrativa o espressiva.
Difficoltà principali da affrontare
Le difficoltà della fotografia artistica non riguardano soltanto la tecnica fotografica. Una delle sfide principali consiste nello sviluppare una visione personale riconoscibile evitando di limitarsi alla riproduzione degli stili di altri autori.
Tra le difficoltà più comuni troviamo:
- Individuare un linguaggio fotografico personale;
- Trasformare una ricerca estetica o emotiva in immagini coerenti;
- Evitare che la ricerca tecnica prevalga sul contenuto dell’opera;
- Mantenere continuità all’interno di un progetto fotografico;
- Selezionare con rigore le immagini realmente significative;
- Gestire correttamente stampa, formato e presentazione finale;
- Confrontarsi con un ambito nel quale la valutazione dell’opera è inevitabilmente anche soggettiva.
La libertà espressiva, apparentemente priva dei vincoli presenti nella fotografia commerciale o documentaria, può diventare essa stessa una difficoltà: quando non esiste un brief esterno, è il fotografo a dover stabilire obiettivi, limiti e criteri del proprio lavoro.
Tecniche di ripresa
La fotografia fine art non possiede tecniche di ripresa proprie, perché può utilizzare praticamente ogni procedimento fotografico disponibile:
- Fotografia a colori o in bianco e nero;
- Lunghe esposizioni;
- Mosso intenzionale;
- Profondità di campo estremamente ridotta o estesa;
- Esposizioni multiple;
- Uso creativo della prospettiva;
- Tecniche analogiche e procedimenti fotografici alternativi;
- Manipolazione e compositing digitale.
La tecnica diventa quindi uno strumento espressivo. Una fotografia volutamente sfocata, sovraesposta o caratterizzata da colori non realistici non rappresenta necessariamente un errore: se queste caratteristiche fanno parte consapevolmente della ricerca dell’autore, contribuiscono al linguaggio dell’opera.
Attrezzatura utilizzata
Non esiste un’attrezzatura specifica per la fotografia fine art. La scelta dipende dal progetto e dal linguaggio dell’autore:
- Fotocamere digitali reflex o mirrorless;
- Fotocamere analogiche di piccolo, medio o grande formato;
- Obiettivi di qualsiasi lunghezza focale;
- Treppiedi e sistemi di ripresa controllata;
- Flash e illuminatori da studio;
- Filtri e accessori creativi;
- Attrezzature e materiali per procedimenti fotografici alternativi.
Anche strumenti tecnicamente semplici possono essere utilizzati per produrre opere artistiche. Nella fotografia fine art il valore dell’immagine non dipende dalla complessità dell’attrezzatura, ma dalla capacità dell’autore di utilizzarla coerentemente con la propria ricerca.
Gestione dell’illuminazione
La luce può essere naturale, artificiale oppure una combinazione delle due. A differenza dei generi nei quali l’illuminazione deve principalmente descrivere correttamente il soggetto, nella fotografia artistica può essere utilizzata liberamente come elemento espressivo.
Il fotografo può scegliere:
- Luce naturale morbida per creare atmosfere delicate;
- Luce radente per evidenziare superfici e texture;
- Illuminazione fortemente contrastata per aumentare la tensione visiva;
- Controluce per semplificare o trasformare le forme;
- Luce artificiale completamente costruita;
- Zone volutamente sottoesposte o sovraesposte;
- Illuminazione colorata per modificare la percezione del soggetto.
Anche in questo caso non esiste una soluzione corretta in senso assoluto. L’illuminazione viene valutata sulla base della coerenza con il risultato che l’autore vuole ottenere.
Differenze tra passato e presente
Il rapporto tra fotografia e arte accompagna praticamente tutta la storia del mezzo fotografico. Per molto tempo, tuttavia, la fotografia dovette confrontarsi con l’idea che la riproduzione meccanica della realtà la rendesse differente dalle arti tradizionali come pittura e scultura.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento movimenti come il Pittorialismo cercarono anche di avvicinare l’immagine fotografica all’estetica della pittura attraverso tecniche di ripresa, stampa e manipolazione. Successivamente numerosi autori rivendicarono invece le caratteristiche specifiche della fotografia come linguaggio artistico autonomo.
Il passaggio al digitale ha ulteriormente ampliato le possibilità espressive:
- Maggiore libertà nella manipolazione dell’immagine;
- Controllo estremamente preciso di colore e tonalità;
- Possibilità di combinare fotografia e altre tecniche digitali;
- Maggiore facilità nella sperimentazione;
- Nuove possibilità nella produzione di stampe di grande formato;
- Diffusione delle opere attraverso piattaforme digitali;
- Convivenza tra procedimenti digitali, analogici e tecniche fotografiche storiche.
Il digitale non ha quindi sostituito necessariamente i procedimenti precedenti. Nell’ambito fine art, pellicola, grande formato, Polaroid, tecniche antiche e stampa analogica continuano a essere utilizzati quando fanno parte della ricerca espressiva dell’autore.
Chi è il fotografo di fotografia artistica
Il fotografo fine art è soprattutto un autore che utilizza la fotografia come proprio mezzo espressivo. Tra le caratteristiche più importanti troviamo:
- Capacità di sviluppare una visione personale;
- Solida cultura fotografica e visiva;
- Curiosità verso le altre forme d’arte;
- Padronanza delle tecniche necessarie al proprio linguaggio;
- Capacità di progettare e sviluppare lavori a lungo termine;
- Attitudine alla sperimentazione;
- Capacità critica nella selezione delle proprie immagini;
- Conoscenza dei processi di stampa e presentazione dell’opera.
Non è quindi sufficiente realizzare fotografie tecnicamente accurate o esteticamente gradevoli. Nella fotografia artistica assumono particolare importanza intenzione, ricerca, coerenza e capacità di sviluppare nel tempo una produzione riconoscibile.
Come formarsi per diventare un fotografo di questo genere fotografico
La formazione può seguire percorsi molto differenti, ma dovrebbe andare oltre l’apprendimento della sola tecnica fotografica. È utile:
- Studiare storia della fotografia e storia dell’arte;
- Conoscere il lavoro dei grandi autori del passato e contemporanei;
- Visitare mostre, musei e festival fotografici;
- Studiare composizione, colore e linguaggio visivo;
- Sperimentare tecniche fotografiche differenti;
- Imparare a costruire e selezionare una serie fotografica;
- Approfondire stampa, supporti e modalità di esposizione delle opere;
- Sviluppare progetti personali di medio e lungo periodo.
Particolarmente importante è imparare a osservare criticamente il proprio lavoro: la capacità di eliminare fotografie anche tecnicamente riuscite quando non contribuiscono realmente al progetto rappresenta una parte fondamentale della costruzione di una serie d’autore.
Fotografi celebri
Alfred Stieglitz (Stati Uniti, 1864–1946) è stato una figura fondamentale nell’affermazione della fotografia come forma d’arte. Fotografo, editore e promotore culturale, contribuì in maniera decisiva al riconoscimento artistico del mezzo fotografico negli Stati Uniti.
Edward Weston (Stati Uniti, 1886–1958) è uno dei grandi maestri della fotografia del Novecento. Paesaggi, nudi, oggetti e forme naturali diventano nelle sue fotografie soggetti di una rigorosa ricerca dedicata a forma, materia e composizione.
Minor White (Stati Uniti, 1908–1976) ha sviluppato una fotografia profondamente personale e contemplativa, nella quale elementi della realtà vengono utilizzati anche per suggerire significati interiori e simbolici.
Hiroshi Sugimoto (Giappone, 1948) è un fotografo e artista contemporaneo noto per serie caratterizzate da grande rigore formale e da una ricerca dedicata a temi come tempo, memoria, percezione e rappresentazione.
La fotografia artistica non identifica un soggetto particolare né una specifica tecnica, ma un modo di intendere il mezzo fotografico. Paesaggi, persone, oggetti o semplici dettagli della realtà possono diventare il punto di partenza di un’opera quando vengono interpretati attraverso una visione personale e inseriti in una ricerca coerente. Nella fotografia fine art la fotocamera non serve quindi soltanto a registrare ciò che esiste davanti all’obiettivo: diventa uno strumento attraverso il quale l’autore costruisce e rende visibile il proprio modo di osservare, interpretare e immaginare il mondo.
