La fotografia concettuale è un genere nel quale l’idea assume un’importanza centrale e spesso precede la realizzazione stessa dell’immagine. Il fotografo non si limita a osservare e rappresentare ciò che ha davanti, ma costruisce o interpreta la fotografia affinché possa esprimere un concetto, suggerire una riflessione o comunicare un significato.
Una persona, un oggetto, un ambiente o una situazione possono quindi essere utilizzati non soltanto per ciò che sono, ma per ciò che possono rappresentare. Un oggetto quotidiano può diventare simbolo del tempo, della memoria o della solitudine; un ambiente vuoto può suggerire assenza; una figura umana collocata in una situazione insolita può rappresentare una condizione psicologica o sociale.
Per questo motivo la fotografia concettuale può allontanarsi dalla rappresentazione letterale della realtà e utilizzare metafore, simboli, associazioni visive, costruzioni sceniche e interventi digitali. Ciò che conta è soprattutto la capacità dell’immagine di tradurre visivamente un’idea.
Applicazioni e significato
La fotografia concettuale trova applicazione in diversi ambiti:
- Ricerca artistica personale;
- Mostre e progetti fotografici;
- Fotografia editoriale;
- Campagne pubblicitarie basate su metafore visive;
- Comunicazione sociale e sensibilizzazione;
- Copertine di libri, dischi e pubblicazioni;
- Progetti dedicati a temi psicologici, culturali o sociali;
- Produzioni nelle quali fotografia e manipolazione digitale concorrono alla costruzione dell’immagine.
La fotografia concettuale può affrontare praticamente qualsiasi argomento: identità, memoria, tempo, ambiente, tecnologia, relazioni umane, paura, libertà e isolamento sono soltanto alcuni esempi. Il genere non è infatti definito dal soggetto, ma dal rapporto tra ciò che viene mostrato e ciò che l’immagine vuole significare.
Approccio
L’approccio è spesso opposto a quello della fotografia documentaria. Invece di partire da una situazione reale e cercare il modo migliore per raccontarla, il fotografo concettuale può partire da un’idea e chiedersi quale immagine possa rappresentarla.
La preparazione può comprendere:
- Definizione dell’idea o del messaggio da comunicare;
- Ricerca di simboli e metafore visive;
- Realizzazione di schizzi o storyboard;
- Scelta di soggetti, oggetti e ambientazioni;
- Studio preventivo di composizione e illuminazione;
- Preparazione di scenografie e costumi quando necessari;
- Progettazione degli eventuali interventi di post-produzione.
Non tutta la fotografia concettuale deve necessariamente essere costruita. Anche una situazione realmente osservata può assumere valore concettuale se il fotografo la utilizza per esprimere un significato più ampio. Tuttavia, la messa in scena rappresenta uno degli strumenti più caratteristici del genere.
Difficoltà principali da affrontare
La difficoltà principale consiste nel trasformare un pensiero astratto in un’immagine comprensibile senza renderla necessariamente didascalica.
Tra le problematiche più frequenti troviamo:
- Tradurre efficacemente un concetto in elementi visivi;
- Evitare simbolismi troppo ovvi o prevedibili;
- Mantenere un equilibrio tra comprensibilità e possibilità di interpretazione;
- Coordinare scenografia, soggetti, luce e composizione;
- Realizzare tecnicamente immagini immaginate prima dello scatto;
- Mantenere coerenza tra più fotografie appartenenti allo stesso progetto;
- Utilizzare la post-produzione senza trasformarla nell’unica ragione d’interesse dell’immagine.
Una fotografia concettuale riuscita non deve necessariamente avere un’unica interpretazione. Può lasciare allo spettatore uno spazio di lettura personale, purché gli elementi presenti nell’immagine contribuiscano realmente alla costruzione del significato.
Tecniche di ripresa
Non esistono tecniche specifiche riservate alla fotografia concettuale. Il fotografo può utilizzare strumenti provenienti da numerosi altri generi:
- Ritratto costruito o ambientato;
- Still life e composizione di oggetti;
- Uso intenzionale della prospettiva e delle proporzioni;
- Lunghe esposizioni e mosso creativo;
- Esposizioni multiple;
- Silhouette, ombre e riflessi;
- Fotomontaggio e compositing digitale;
- Uso intenzionale del colore o del bianco e nero.
La tecnica viene quindi scelta in funzione dell’idea. Una lunga esposizione può rappresentare il trascorrere del tempo, una figura sfocata può suggerire perdita di identità o movimento, mentre una prospettiva alterata può mettere in discussione la percezione delle dimensioni e dello spazio.
Attrezzatura utilizzata
L’attrezzatura varia considerevolmente a seconda del progetto:
- Fotocamere reflex o mirrorless;
- Obiettivi grandangolari, standard e teleobiettivi;
- Obiettivi macro per composizioni di piccole dimensioni;
- Treppiedi per riprese costruite e compositing;
- Flash e illuminatori da studio;
- Fondali, pannelli e modificatori di luce;
- Oggetti scenici, costumi e materiali necessari alla costruzione dell’immagine.
Nella fotografia concettuale l’attrezzatura fotografica rappresenta soltanto una parte degli strumenti utilizzati. Un semplice oggetto, una superficie, un tessuto o un elemento scenografico possono essere altrettanto importanti della fotocamera e dell’obiettivo.
Gestione dell’illuminazione
L’illuminazione può essere naturale o artificiale e viene scelta soprattutto in funzione dell’atmosfera e del significato che si desidera attribuire all’immagine.
Il fotografo può utilizzare:
- Luce naturale morbida per immagini intime e realistiche;
- Luce dura per creare ombre nette e forte tensione visiva;
- Controluce per ottenere silhouette e semplificare le forme;
- Illuminazione artificiale da studio per controllare completamente la scena;
- Luce localizzata per isolare un soggetto dal contesto;
- Illuminazione colorata quando il colore assume un significato simbolico.
La luce può diventare essa stessa parte del concetto. Una figura che emerge dall’oscurità, un’ombra sproporzionata rispetto al soggetto o una netta separazione tra zone illuminate e buie possono contribuire al significato dell’immagine tanto quanto gli elementi rappresentati.
Differenze tra passato e presente
L’utilizzo della fotografia per costruire immagini simboliche o mettere in scena situazioni immaginarie precede di molto l’era digitale. Già nella fotografia analogica venivano utilizzati scenografie, esposizioni multiple, fotomontaggi, manipolazioni in camera oscura e altri procedimenti per superare la semplice registrazione della realtà.
La fotografia digitale ha però ampliato enormemente queste possibilità:
- Controllo immediato delle diverse fasi della costruzione dell’immagine;
- Maggiore facilità nella realizzazione di esposizioni multiple;
- Possibilità di combinare fotografie differenti con grande precisione;
- Modifica e sostituzione di elementi attraverso la post-produzione;
- Controllo estremamente preciso di colore e tonalità;
- Realizzazione di scene difficili o impossibili da ottenere con un singolo scatto;
- Maggiore accessibilità degli strumenti di manipolazione dell’immagine.
La tecnologia digitale ha quindi reso più semplice trasformare in immagine idee molto complesse. Rimane però invariato il principio fondamentale: la qualità di una fotografia concettuale dipende prima di tutto dalla forza dell’idea e dalla capacità di rappresentarla visivamente.
Chi è il fotografo di fotografia concettuale
Il fotografo concettuale deve possedere capacità tecniche, ma soprattutto essere in grado di ragionare attraverso le immagini. Tra le caratteristiche più importanti troviamo:
- Creatività e capacità di immaginazione;
- Attitudine alla progettazione prima dello scatto;
- Conoscenza della composizione e del linguaggio visivo;
- Sensibilità verso simboli, metafore e associazioni;
- Capacità di trasformare concetti astratti in elementi concreti;
- Conoscenza delle tecniche di illuminazione;
- Competenze di post-produzione quando richieste dal progetto;
- Curiosità verso arte, cultura e altre forme di espressione.
La cultura visiva assume in questo genere un’importanza particolare. Pittura, cinema, letteratura, grafica e arti contemporanee possono fornire strumenti e riferimenti utili per sviluppare un linguaggio personale.
Come formarsi per diventare un fotografo di questo genere fotografico
La formazione dovrebbe affiancare allo studio della fotografia un percorso dedicato alla comunicazione e alla cultura visiva. È utile:
- Studiare composizione, illuminazione e tecniche fotografiche;
- Approfondire storia della fotografia e storia dell’arte;
- Analizzare l’uso dei simboli nella comunicazione visiva;
- Studiare cinema, pittura, grafica e arti contemporanee;
- Imparare tecniche di post-produzione e compositing;
- Realizzare progetti partendo da un’idea anziché da un soggetto;
- Sviluppare serie fotografiche coerenti intorno a un unico tema.
Un esercizio interessante consiste nello scegliere un concetto astratto, come attesa, memoria, solitudine o libertà, e cercare di rappresentarlo senza utilizzare riferimenti troppo espliciti. Confrontare successivamente interpretazioni differenti dello stesso concetto aiuta a comprendere quanto il linguaggio fotografico possa essere aperto e personale.
Fotografi celebri
Man Ray (Stati Uniti, 1890–1976) è stato fotografo e artista legato alle avanguardie del Novecento, in particolare Dadaismo e Surrealismo. Attraverso sperimentazioni, solarizzazioni e celebri rayographs ha contribuito ad ampliare l’idea della fotografia come mezzo creativo oltre la semplice rappresentazione della realtà.
Duane Michals (Stati Uniti, 1932) è conosciuto per sequenze fotografiche e immagini costruite intorno a temi come identità, memoria, sogno, tempo e mortalità. Il suo lavoro rappresenta uno degli esempi più significativi dell’utilizzo della fotografia per esprimere idee e narrazioni concettuali.
Cindy Sherman (Stati Uniti, 1954) utilizza principalmente l’autoritratto e la messa in scena per indagare identità, rappresentazione, stereotipi e cultura visiva. Nelle sue fotografie interpreta personaggi e situazioni costruite appositamente per mettere in discussione il modo in cui le immagini contribuiscono alla formazione dell’identità.
Chema Madoz (Spagna, 1958) è noto per fotografie in bianco e nero nelle quali oggetti comuni vengono combinati o trasformati attraverso associazioni sorprendenti. Le sue immagini utilizzano metafore visive e giochi di significato ottenuti spesso attraverso costruzioni realizzate fisicamente prima dello scatto.
Nella fotografia concettuale ciò che vediamo rappresenta spesso soltanto il primo livello dell’immagine. Oggetti, persone, ambienti, luce e composizione diventano elementi di un linguaggio attraverso il quale il fotografo cerca di rendere visibile qualcosa che, per sua natura, potrebbe non esserlo: un pensiero, un’emozione, una domanda o un’idea. È proprio questo rapporto tra ciò che viene mostrato e ciò che viene suggerito a caratterizzare il genere, trasformando la fotografia da semplice rappresentazione del soggetto in uno strumento per comunicare concetti e stimolare interpretazioni.
