La fotografia subacquea è il genere della fotografia dedicato alla realizzazione di immagini al di sotto della superficie dell’acqua. Mari, oceani, laghi, fiumi e grotte sommerse diventano ambienti nei quali il fotografo può documentare animali, vegetazione, paesaggi, relitti, attività umane e fenomeni naturali difficilmente osservabili dalla superficie.
È una disciplina particolarmente complessa perché l’acqua modifica profondamente il comportamento della luce. Colori, contrasto e nitidezza diminuiscono con la distanza, mentre particelle sospese possono compromettere la limpidezza dell’immagine. A queste difficoltà si aggiunge la necessità di controllare contemporaneamente attrezzatura fotografica, movimento e posizione del corpo.
La fotografia subacquea può avere finalità naturalistiche, scientifiche, documentaristiche, sportive o artistiche, ma in ogni caso permette di mostrare un ambiente che rimane direttamente accessibile soltanto a una parte relativamente limitata delle persone.
Applicazioni e significato
La fotografia subacquea trova applicazione in numerosi settori:
- Fotografia naturalistica e documentazione della fauna marina;
- Ricerca scientifica e biologia marina;
- Documentazione di ecosistemi e habitat sommersi;
- Archeologia subacquea e fotografia di relitti;
- Fotografia sportiva e attività acquatiche;
- Reportage ambientale e progetti dedicati alla conservazione;
- Fotografia turistica, editoriale e pubblicitaria;
- Ricerca artistica e fotografia fine art.
Uno dei significati più importanti della fotografia subacquea è la sua capacità di rendere visibile un mondo che la maggior parte delle persone conosce soltanto attraverso le immagini. Per questo motivo ha assunto un ruolo particolarmente importante anche nella divulgazione e nella sensibilizzazione verso la tutela degli ecosistemi marini.
Approccio
La fotografia subacquea richiede una preparazione che comprende sia la parte fotografica sia la conoscenza dell’ambiente nel quale si opera. Prima dell’immersione è importante:
- Studiare il luogo e le condizioni dell’acqua;
- Conoscere i soggetti che potrebbero essere incontrati;
- Preparare e controllare accuratamente l’attrezzatura;
- Verificare la perfetta tenuta della custodia subacquea;
- Programmare preventivamente le impostazioni principali della fotocamera;
- Valutare profondità, visibilità, correnti e condizioni ambientali;
- Pianificare la sessione senza subordinare mai la sicurezza alla realizzazione dell’immagine.
Una volta sott’acqua, la capacità di muoversi con controllo diventa parte integrante della tecnica fotografica. Una buona gestione dell’assetto permette di avvicinarsi ai soggetti senza movimenti bruschi, mantenere stabile l’inquadratura ed evitare di sollevare sedimenti dal fondale.
Difficoltà principali da affrontare
La fotografia subacquea presenta numerose difficoltà specifiche:
- Progressiva perdita dei colori con l’aumentare della profondità;
- Riduzione del contrasto e della nitidezza attraverso la colonna d’acqua;
- Presenza di particelle sospese che riflettono la luce artificiale;
- Movimento continuo del fotografo e del soggetto;
- Correnti e condizioni ambientali variabili;
- Difficoltà nell’utilizzo dei comandi della fotocamera attraverso una custodia;
- Necessità di conciliare concentrazione fotografica e sicurezza personale.
Una delle regole tecniche più importanti consiste nel ridurre, quando possibile, la quantità d’acqua tra fotocamera e soggetto. Fotografare da vicino permette infatti di ottenere immagini più nitide, contrastate e ricche di colore.
Tecniche di ripresa
Le tecniche utilizzate variano notevolmente in funzione dei soggetti:
- Ripresa grandangolare per paesaggi sommersi e animali di grandi dimensioni;
- Fotografia macro per piccoli organismi e dettagli;
- Avvicinamento controllato per ridurre la quantità d’acqua tra obiettivo e soggetto;
- Utilizzo di tempi rapidi per animali in movimento;
- Bilanciamento tra luce ambiente e illuminazione artificiale;
- Riprese dal basso verso la superficie per sfruttare la luce naturale;
- Fotografia metà sopra e metà sotto la superficie attraverso apposite cupole ottiche.
Quest’ultima tecnica, spesso definita over-under o split shot, permette di rappresentare contemporaneamente il mondo terrestre e quello sommerso, creando immagini nelle quali la linea dell’acqua divide due ambienti differenti.
Attrezzatura utilizzata
L’attrezzatura deve essere specificamente adattata all’utilizzo in acqua:
- Fotocamere reflex o mirrorless inserite in custodie subacquee;
- Fotocamere compatte impermeabili per configurazioni più leggere;
- Obiettivi grandangolari e fisheye;
- Obiettivi macro per piccoli organismi;
- Oblò piani o a cupola installati sulle custodie;
- Flash subacquei esterni;
- Bracci articolati per posizionare le sorgenti luminose;
- Sistemi di illuminazione continua per particolari applicazioni.
La custodia rappresenta uno degli elementi più importanti dell’intero sistema. Deve permettere l’accesso ai principali comandi della fotocamera e garantire contemporaneamente la tenuta necessaria alla profondità prevista.
Gestione dell’illuminazione
La luce cambia rapidamente comportamento quando attraversa l’acqua. Le diverse lunghezze d’onda vengono progressivamente assorbite e i colori caldi, a partire dal rosso, scompaiono prima degli altri con l’aumentare della profondità.
Per questo motivo il fotografo può utilizzare:
- Luce naturale nelle acque superficiali e sufficientemente limpide;
- Flash subacquei per restituire colore ai soggetti vicini;
- Illuminatori continui per particolari condizioni di ripresa;
- Bilanciamento del bianco adattato alle condizioni ambientali;
- Combinazione tra luce ambiente e flash;
- Posizionamento laterale dei flash per limitare i riflessi delle particelle sospese.
Uno dei problemi caratteristici è il backscatter, costituito dai punti luminosi prodotti dalla luce del flash riflessa dalle particelle presenti nell’acqua. Posizionare le sorgenti luminose lontano dall’asse dell’obiettivo e orientarle correttamente permette di ridurre notevolmente questo fenomeno.
Differenze tra passato e presente
La fotografia subacquea ha richiesto per lungo tempo soluzioni tecniche particolarmente ingegnose. Le prime esperienze utilizzavano apparecchiature costruite o modificate appositamente, mentre successivamente furono sviluppate fotocamere anfibie e custodie sempre più affidabili.
Nell’epoca analogica il fotografo doveva affrontare un’ulteriore difficoltà: durante l’immersione disponeva soltanto del numero di fotografie consentito dalla pellicola e non poteva verificare immediatamente esposizione, illuminazione o messa a fuoco.
Il digitale ha trasformato profondamente il settore:
- Controllo immediato delle fotografie durante l’immersione;
- Possibilità di realizzare molte più immagini in una singola sessione;
- Migliore comportamento ad alte sensibilità;
- Autofocus più rapido ed efficace;
- Maggiore capacità di recuperare colore e contrasto in post-produzione;
- Custodie dotate di sistemi elettronici sempre più sofisticati;
- Possibilità di realizzare fotografie e video con la stessa attrezzatura.
La tecnologia ha reso la fotografia subacquea molto più accessibile, ma non ha eliminato le difficoltà dell’ambiente: conoscere il mare e sapersi muovere correttamente sott’acqua rimangono competenze essenziali.
Chi è il fotografo di fotografia subacquea
Il fotografo subacqueo deve essere contemporaneamente fotografo e conoscitore dell’ambiente nel quale lavora. Tra le caratteristiche più importanti troviamo:
- Solida preparazione fotografica;
- Ottima capacità di muoversi e mantenere un assetto stabile sott’acqua;
- Conoscenza dell’ambiente marino e del comportamento degli animali;
- Capacità di lavorare in condizioni fisicamente impegnative;
- Rapidità nella gestione dell’attrezzatura;
- Pazienza e capacità di osservazione;
- Grande attenzione alla sicurezza e al rispetto dell’ambiente.
Nella fotografia naturalistica subacquea è inoltre fondamentale evitare comportamenti che possano disturbare gli animali o danneggiare fondali e organismi. La fotografia non dovrebbe mai avere la precedenza sulla tutela dell’ambiente fotografato.
Come formarsi per diventare un fotografo di questo genere fotografico
La formazione richiede competenze fotografiche e capacità specifiche legate all’ambiente acquatico. È utile:
- Acquisire una solida esperienza nelle tecniche di immersione appropriate al tipo di attività svolta;
- Imparare a controllare perfettamente assetto e movimento prima di concentrarsi sulla fotografia;
- Studiare il comportamento della luce sott’acqua;
- Approfondire fotografia grandangolare e macro;
- Imparare a utilizzare flash e illuminatori subacquei;
- Conoscere fauna, flora e caratteristiche degli ambienti frequentati;
- Iniziare in condizioni semplici prima di affrontare immersioni fotografiche più impegnative.
La capacità fotografica dovrebbe quindi svilupparsi parallelamente alla sicurezza e alla confidenza nell’ambiente sommerso. Quanto più il fotografo riesce a muoversi in modo naturale e controllato, tanto maggiore sarà la libertà di concentrarsi sull’immagine.
Fotografi celebri
David Doubilet (Stati Uniti, 1946) è uno dei grandi maestri della fotografia subacquea contemporanea. Per decenni ha documentato mari, barriere coralline e vita marina per National Geographic, contribuendo in modo decisivo a rendere il mondo sommerso accessibile al grande pubblico.
Brian Skerry (Stati Uniti, 1961) è fotografo e fotogiornalista specializzato nella vita marina. Il suo lavoro unisce spettacolarità delle immagini, documentazione naturalistica e attenzione ai problemi legati alla conservazione degli oceani.
Ernst H. Brooks II (Stati Uniti, 1935–2020) è stato uno dei protagonisti della fotografia subacquea in bianco e nero e un’importante figura nella formazione di generazioni di fotografi specializzati nel mondo sommerso.
Laurent Ballesta (Francia, 1974) è fotografo, biologo marino ed esploratore. I suoi progetti combinano ricerca scientifica, immersioni particolarmente impegnative e fotografia naturalistica, documentando specie e ambienti marini difficilmente accessibili.
La fotografia subacquea permette di attraversare con la fotocamera il confine tra due mondi. Sotto la superficie cambiano luce, colore, movimento e perfino il modo in cui il fotografo deve utilizzare il proprio corpo. È un genere tecnicamente impegnativo, nel quale preparazione fotografica, conoscenza dell’ambiente e sicurezza devono procedere insieme. Le immagini che ne derivano possono però rendere visibile un universo straordinariamente ricco e contribuire non soltanto alla sua conoscenza, ma anche alla consapevolezza della necessità di proteggerlo.
